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Io sono ancora qui – Recensione

Io sono ancora qui

Diretto dal regista brasiliano Walter Salles, Io sono ancora qui è un potente film drammatico e biografico che racconta una pagina dolorosa e poco conosciuta della storia del Brasile: la sparizione di Rubens Paiva durante la dittatura militare del 1971. Il film è tratto dal libro di memorie di suo figlio, Marcelo Rubens Paiva, e si concentra sulla figura della moglie Eunice Facciolla Paiva.

Trama di Io sono ancora qui

Ambientato nel 1971, il film racconta la vicenda della famiglia Paiva a Rio de Janeiro durante la dittatura militare brasiliana. L’ingegnere ed ex deputato Rubens Paiva viene prelevato da agenti governativi e non farà mai più ritorno. Sua moglie, Eunice, intraprende una lotta coraggiosa per ottenere giustizia, reinventa la propria vita, studia giurisprudenza, e diventa attivista per i diritti umani.

Tema e stili

Walter Salles costruisce una narrazione fortemente emotiva, giocando sul contrasto tra la serenità familiare e la violenza della repressione. La casa, le fotografie di famiglia, i momenti quotidiani col cagnolino, esprimono una normalità che viene brutalmente sconvolta − un effetto reso con grande delicatezza stilistica.

Io sono ancora qui è un dispositivo di memoria civile: non solo denuncia una tragedia storica, ma celebra la resilienza di una donna che rifiuta di arrendersi. La memoria diventa atto di resistenza, in un contesto in cui il passato continua a tormentare il presente

Interpretazioni e impatto

Le interpretazioni sono il cuore pulsante del film. Fernanda Torres incarna con autenticità ed emozione Eunice giovane, mentre Fernanda Montenegro regala un’immagine toccante della donna anziana, avvolta dalle sue lotte e memoria. Selton Mello, nel ruolo del marito Rubens, contribuisce con una performance intensa alla bellezza dolorosa della vicenda.

Il realismo di Salles, unito a una sceneggiatura attenta (premiata a Venezia), rende il film arricchito di dettagli simbolici — il cancello, l’assenza del marito, le fotografie — che lavorano sul piano emotivo con grande efficacia.

Critica

Secondo Screenweek, il film “funziona proprio in virtù del naturalismo di Salles e delle interpretazioni del cast – su tutte quella di Fernanda Torres”. Ciak Magazine lo descrive come una storia intensa di lotta, memoria e resistenza, sostenuta da interpretazioni di grande livello.

Premi e riconoscimenti

Il film ha ricevuto tre nomination agli Oscar, tra cui Miglior Film Internazionale e Miglior Attrice Protagonista, ed è stato premiato al Festival di Venezia per la Miglior Sceneggiatura. È stato acclamato dalla critica per la sua capacità di raccontare una storia vera con delicatezza e profondità

Conclusione

Io sono ancora qui è un film potente e toccante, che riesce a trasformare una vicenda personale in un racconto universale di dignità e lotta. Con una regia sobria, attori di spessore e una scrittura evocativa, è un’opera necessaria in un tempo in cui la memoria storica è sempre a rischio. Un film che non lascia indifferenti, un esempio di cinema civile di alto profilo.

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